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DIVENTARE TERRORISTI

 Abbiamo cominciato a scrivere questo libro qualche tempo fa. Ci siamo chiesti se ci fosse un nesso fra desiderio di morte e radicalizzazione e che ruolo svolgesse l'istanza suicidale nel generare progetti di distruzione e di morte. Questo ci ha portato a riflettere con Roberta Spiniello sulla crisi delle seconde generazioni, con Susi Citriniti sulla questione del rito di passaggio obverso, con Emanuele Melissa sul  mito delle origini. Oggi il libro esce in un momento in cui la minaccia terroristica comapre nuovamente a scuotere l'Europa. Il 17 novembre lo presenteremo da Floris a Di Martedì

Per la morte di un professore

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 Per la morte di un professore  Abbiamo lavorato a un libro riflettendo sulle ragioni che spingono alcuni soggetti (quasi sempre adolescenti) a aderire a percorsi estremi di radicalizzazioni.  Ecco qualche ulteriore riflessione sugli episodi di Parigi e di Nizza. La pubblichiamo mentre si susseguono notizie anche da Vienna. Lo scorso giovedì 16 ottobre, a Conflans-Sainte- Honorine, una tranquilla cittadina alla periferia di Parigi il prof. Samuel Paty, 47 anni, padre di un bambino di cinque, incontra il suo assassino: il diciottenne Abdullah Abouyedrivich Anzorov un giovane ceceno giunto in Francia all’età di sei anni.  Abdullah, armato di un coltello dalla lama di circa 30 centimetri, decapita la sua vittima per poi infierire ripetutamente sul corpo e sulla testa recisa al grido di Allah Akbar. Qualche minuto dopo Abdullah posta su Twitter un messaggio rivendicativo rivolto al presidente francese Macron “Nel nome di Allah il misericordioso (…) a Macron, il capo degl...

L'epoca del ritiro sesta parte: homeschooling?

  In Italia si chiama educazione parentale, ma, a livello internazionale si usa il termine home schooling. Si tratta, in realtà, di una faccenda piuttosto semplice e del tutto consentita dalla legge anche per i minori (decreto legislativo 16/04/1994, n.297 art.111 comma 2: “I genitori dell’obbligato o chi ne fa le veci che intendano provvedere privatamente o direttamente all’istruzione dell’obbligato devono dimostrare di averne la capacità tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità”. Si deve infatti tener presente che la Costituzione assegna ai genitori l’obbligo di istruire i loro figli ma non l’obbligo di mandarli a scuola: una famiglia può provvedere all’istruzione di un figlio anche per conto proprio. E scegliere l’home schooling. In Italia fino a questo anno la scelta dell’educazione parentale ha riguardato un numero ristretto di famiglie ma le cose vanno diversamente negli Stati Uniti ove i ragazzi e i bambini in home schooling sono più...

L'epoca del ritiro, quinta parte: Se non chiuderemo le scuole avremo un altro lockdown

  Questo paese non può sopportare un nuovo lockdown. Non lo può fare economicamente, non può farlo sul piano del controllo psicologico e sociale. Ci troveremmo di fronte a fenomeni di conflitto e di irrazionalità sociale degni delle narrazioni manzoniane. Ma perché far ripartire le scuole è così pericoloso? In fondo, si potrebbe dire, hanno aperto fabbriche e supermercati, farmacie e aziende, negozi e discoteche…. Ecco, proprio l’ultima di queste parole, quella che si riferisce alle discoteche, deve farci riflettere. Ci si accorge subito che fra le discoteche e tutti gli altri luoghi c’è una certa differenza. Ma qual è? Da un punto di vista tecnico ingegneristico non riusciamo ad individuarla. Rimanendo in quella logica sarebbe piuttosto semplice aprire una discoteca in sicurezza: si chiama un ingegnere, si fa in modo che lui tracci delle croci nella zona dove si balla (croci distanziate l’una dall’altra di almeno due metri) così che poi i clienti si possano collocare ognuno,...

L’epoca del ritiro, quarta parte. Ma è andata così male la didattica distanza?

  Da qualche mese a questa parte, politici di ogni partito, professori universitari un po’ attempati e in difficoltà col touch del telefonino, pedagogisti di non chiara provenienza e bizzarri psicologi scolastici hanno lanciato strali contro la didattica a distanza definendola inefficace, controproducente, inutile e – quando si voleva essere un po’ meno malevoli - tollerabile tuttalpiù in situazioni emergenziali. Perché la didattica vera, quella profonda, relazionale, intensa, scandita dal suono romantico della campanella, quella poteva avvenire solo tra le sacre mura dell’istituto. Esiste qualche dato a sostegno di tutte queste reprimende? Proviamo a guardare, per esempio, gli esiti degli esami di Stato (quelli che alcuni chiamano ancora esami di maturità): come è noto, essi si sono svolti in forma orale e in presenza mettendo cioè ogni studente di fronte a una commissione che misurava il suo operato in un’interrogazione che, il più delle volte, si è prolungata per oltre un’o...